Nuovo cammino, nuove scarpe

Nei precedenti cammini avevo usato le Salomon Ultraglide 2 e le Hoka Bondi 8. Le ho fuse. Hoka Speedgoat 7 è la mia nuova scarpa. Già pronta e allenata per le prossime avventure.

🥾 Le scarpe hanno già deciso. Io sto solo facendo i primi passi.

Sono arrivate.

Le ho tirate fuori dalla scatola, le ho messe sull'erba. Le ho guardate a lungo.

HOKA Speedgoat 7.

Non è la prima volta che scelgo HOKA per un Cammino. Ma questa volta ho scelto diversamente. Ho scelto una scarpa da trail vera. Aggressiva. Non una via di mezzo.

E c'è un motivo.

La suola, prima di tutto.

Vibram Megagrip. Se non sapete cosa significa, ve lo dico io: è lo standard di riferimento per chi cammina su terreni difficili. Roccia bagnata, fango, erba scivolosa. Il grip non cede. Non vi tradisce nel momento sbagliato. E sul Camino — quello che ho scelto io — i momenti sbagliati arrivano. Eccome.

L'ammortizzazione.

Qui HOKA fa la differenza da anni. La Speedgoat 7 ha una stack height generosa. Significa che ogni passo — anche dopo trenta chilometri, anche quando le gambe non ne vogliono più sapere — arriva attutito. Non sparisce la fatica. Ma il ginocchio ringrazia. La schiena ringrazia. I piedi ringraziano.

Per chi come me accumula chilometri su chilometri, giorno dopo giorno, non è un dettaglio. È la differenza tra arrivare in fondo o fermarsi a metà.

Il peso.

Leggera. Più di quanto sembri guardandola. La tomaia in mesh respira bene, tiene il piede senza stringerlo, si adatta. Dopo un'ora di cammino dimentichi di averla ai piedi. E questo è il complimento più grande che si possa fare a una scarpa da pellegrino.

Il tallone arancione.

Lo so, lo so. Non è una caratteristica tecnica. Ma guardate quella linguetta arancione. Quel dettaglio di colore su una scarpa grigia e seria. A me dice qualcosa. Dice che dentro c'è ancora un po' di leggerezza. Che si può fare una cosa impegnativa senza prendersi troppo sul serio.

Me la tengo come filosofia di viaggio, non solo come semplice caratteristica della scarpa.

Ora. Lo so cosa state pensando.

"Ma perché una trail runner? Ci sono Cammini con tanto asfalto."

Bella domanda.

La risposta è nel percorso che ho scelto. Un percorso che non finisce a Santiago. Che va oltre. Fino a Muxía. Fino a Finisterre — la fine del mondo.

Lì l'asfalto sparisce. Rimangono i sentieri, le rocce, il vento atlantico che ti spinge da dietro come se anche lui volesse che tu arrivassi fino in fondo.

Per quei tratti ho scelto le Speedgoat.

Chi conosce bene i Cammini — non quelli che fanno tutti — forse ha già capito quale.

Gli altri ci pensino su. 😄

Si parte presto. Vi porto con me.

Ultreia. 🐚

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